Obbligatoria o no?
In breve: nessuna legge impone la tredicesima. Diventa un diritto se è prevista dal contratto di lavoro, da un contratto collettivo (CCL) o da una prassi regolare del datore di lavoro. Una volta concordata, fa parte del salario – non è un bonus facoltativo.
Va distinta dalla gratifica: un bonus il cui importo dipende dall'andamento degli affari o dalla valutazione del datore di lavoro resta di principio facoltativo. In caso di dubbio fa stato il testo del contratto.
- Dovuta se prevista dal contratto o dal CCL
- Soggetta ad AVS, disoccupazione e imposte come il salario
- La riceve il 75.9 % dei dipendenti (UST, RSS 2024)
Calcolo pro rata
Chi inizia o lascia un impiego durante l'anno riceve la tredicesima in proporzione ai mesi lavorati, se è concordata. Esempio: con un salario mensile di CHF 6'000 e un'entrata il 1° aprile spettano nove dodicesimi, cioè CHF 4'500.
La tredicesima è soggetta agli stessi contributi sociali del salario mensile: l'importo di dicembre è quindi netto, dopo la deduzione dei contributi sociali.
Tempo parziale e salario orario
A tempo parziale la tredicesima segue il grado di occupazione: all'80 % corrisponde all'80 % di una tredicesima a tempo pieno. Con il salario orario viene spesso pagata come supplemento dell'8,33 % su ogni ora – che corrisponde esattamente a un dodicesimo.
Il supplemento deve figurare separatamente sul conteggio del salario. Se non appare da nessuna parte, conviene chiedere se è già compreso nel salario orario concordato.
La tredicesima nel budget
Per il budget, la cosa più sicura è dividere il salario annuo per dodici. Così la tredicesima non è una sorpresa di dicembre, ma una riserva pianificata – idealmente destinata in anticipo alle imposte, ai premi di cassa malati o al pilastro 3a.
Chi la usa per i regali di fine anno la vede sparire in poche settimane, mentre la fattura delle imposte arriva in primavera.
- Salario annuo ÷ 12 = importo mensile realistico
- Destinare la tredicesima in anticipo (imposte, 3a, riserva)
- Non trattarla come un bonus
Gli accantonamenti fanno la differenza
Costi fissi e spese variabili figurano in ogni bilancio. Ciò che manca quasi sempre sono le voci intermedie: imposte, dentista, franchigia, Serafe, vacanze, riparazioni.
Arrivano una volta all'anno e fanno saltare il mese in cui cadono. La soluzione è meccanica: importo annuo diviso per dodici, iscritto come voce fissa – spesso CHF 500–900 al mese.
L'ordine che funziona
Prima una riserva di tre-sei mesi di spese, poi il rimborso dei debiti costosi, quindi la previdenza tramite il pilastro 3a, infine gli obiettivi liberi.
Invertire quest'ordine significa vincolare denaro senza disporre di una riserva – e la prossima spesa imprevista finisce sulla carta di credito.
