Due contratti, due leggi, due termini
L'assicurazione di base segue la LAMal: ammissione garantita, prestazioni identiche ovunque, disdetta entro il 30 novembre. L'assicurazione complementare segue la LCA: la compagnia sceglie liberamente chi accettare, valuta il tuo stato di salute e fissa le proprie condizioni – compreso il termine di disdetta, che è scritto nella polizza e non nella legge.
La conseguenza pratica è decisiva: un'assicurazione di base disdetta si ritrova senza difficoltà altrove, una complementare disdetta può essere persa per sempre. Con precedenti sanitari nessuna compagnia è obbligata ad accettarti. Disdire una complementare è quindi una decisione di natura diversa dal cambio di cassa.
- LAMal: ammissione garantita, prestazioni identiche, termine fine novembre
- LCA: esame sanitario, condizioni libere, termine secondo la polizza
- Tre mesi per la fine dell'anno è frequente, ma non garantito
- Alcuni contratti sono pluriennali e vincolano oltre il 31 dicembre
Prima di disdire: le quattro domande
Primo: di quale copertura si tratta esattamente? Complementare ospedaliera, ambulatoriale e dentaria sono contratti separati con prezzi e valore molto diversi. Disdire tutto in blocco perché la fattura complessiva sembra alta è l'errore più comune.
Secondo: quali prestazioni hai effettivamente utilizzato negli ultimi tre anni? Terzo: il tuo stato di salute permetterebbe una nuova ammissione altrove? Quarto: il premio aumenta davvero, o è solo una sensazione? Gli aumenti vengono comunicati per iscritto – controlla la lettera prima di decidere.
- Distinguere ospedaliera, ambulatoriale e dentaria: sono contratti separati
- Confrontare tre anni di prestazioni usate con tre anni di premi
- Con precedenti sanitari una nuova ammissione non è mai garantita
- Nel dubbio: tenere la complementare e cambiare solo l'assicurazione di base
Come disdire correttamente
La disdetta deve pervenire alla compagnia entro il termine indicato nella polizza – fa fede la ricezione, non il timbro postale. Invia per raccomandata e conserva la ricevuta fino alla conferma scritta. Indica chiaramente che si tratta della complementare secondo la LCA e quale, altrimenti la compagnia può interpretare la disdetta come riferita a tutti i contratti.
Se cambi contemporaneamente l'assicurazione di base, precisa espressamente che la complementare non è toccata da quella seconda disdetta. Le due lettere devono essere coerenti tra loro, altrimenti prevale l'interpretazione della compagnia.
- Ricezione entro il termine, non timbro postale – calcolare una settimana
- Raccomandata, ricevuta conservata fino alla conferma scritta
- Nominare il contratto preciso, non «la mia assicurazione»
- Coerenza tra disdetta dell'assicurazione di base e della complementare
Cosa cambia nel budget
Il premio medio dell'assicurazione di base è di circa CHF 393.30 al mese, con un aumento atteso di circa il 3,7 % per il 2027. Si tratta di una previsione esterna (Comparis/KOF, maggio 2026), non di una cifra ufficiale: fa fede solo l'UFSP, a fine settembre 2026. Le complementari si aggiungono e rappresentano, a seconda della copertura e dell'età, un importo dello stesso ordine.
Una complementare disdetta libera un importo mensile fisso – ma elimina anche una copertura. La domanda giusta non è quindi «quanto risparmio», ma «a cosa rinuncio, e posso sostenerlo da solo». Con BudgetHub vedi subito l'effetto sul tuo budget mensile – senza collegamento bancario, in italiano.
Le voci svizzere che mancano nei modelli esteri
Due voci distinguono un bilancio svizzero da quasi tutti i modelli internazionali: il premio della cassa malati, pagato pro capite e privatamente, e le imposte, fatturate separatamente anziché trattenute alla fonte.
Insieme rappresentano CHF 1'000–1'500 al mese per un'economia domestica media. Chi pianifica con uno strumento internazionale pianifica quindi sistematicamente troppo stretto.
Il calendario svizzero da conoscere
Quattro date scandiscono l'anno finanziario: la pubblicazione dei premi da parte dell'UFSP a fine settembre, il termine di disdetta al 30 novembre, il versamento nel pilastro 3a entro il 31 dicembre e la dichiarazione d'imposta in primavera.
Nessuno di questi termini viene prorogato e nessuno si annuncia da solo. Annotarli una volta nel calendario basta per non perderne più nessuno.
